Monitoraggio strutturale: cosa misurare davvero (e cosa NON serve) in un edificio lesionato
Una guida operativa per progettisti e imprese: obiettivo, baseline, strumenti, soglie e reporting. Con tabella “sensore→dato→decisione” e un grafico esempio con soglie.
Quando “monitorare” fa la differenza (e quando è solo un costo)
Se gestisci un edificio lesionato o un’opera in esercizio, il monitoraggio può diventare la tua migliore assicurazione tecnica: ti permette di passare da “sensazioni” a dati interpretabili. Ma funziona solo se è progettato bene: non vince chi installa più sensori, vince chi misura il parametro giusto nel punto giusto.
In breve
- Parti dall’obiettivo: quale rischio vuoi controllare (cedimenti, rotazioni, vibrazioni, apertura fessure)?
- Definisci baseline e condizioni: senza “zero” e contesto, il dato è rumoroso e non difendibile.
- Soglie = decisioni: una soglia deve dire cosa fare (stop, ispezione, approfondimento), non solo “un numero”.
Workflow consigliato (5 step)
Tabella rapida: sensore → cosa misura → cosa decidi
| Strumento | Cosa misura | Quando serve | Output utile |
|---|---|---|---|
| Fessurimetro | Apertura fessure | Quadri fessurativi in evoluzione | Trend + soglia azione |
| Topografia (capisaldi) | Spostamenti plano-altimetrici | Cedimenti/rotazioni globali | Mappe spostamento + velocità |
| Accelerometro | Vibrazioni / picchi | Traffico, cantieri, macchinari | Eventi + livelli di attenzione |
| Inclinometro | Rotazioni / inclinazioni | Pareti/muri/strutture critiche | Allarme + correlazione eventi |
Esempio grafico: trend + soglie
Un caso Teknic: monitoraggio e indagini su fabbricato lesionato (Pozzuoli)
In contesti reali la parte più difficile non è “misurare”, ma rendere il dato confrontabile e collegarlo a decisioni. Nel caso di Pozzuoli, l’impostazione del monitoraggio è stata affiancata da indagini in sito per leggere meglio il contesto del sottosuolo.
Approfondimento progetto: Monitoraggio strutturale – Pozzuoli.
FAQ
Ogni quanto devo leggere i dati?
Dipende dalla dinamica attesa e dal rischio. Spesso conviene partire più “fitto” per costruire baseline e poi ottimizzare.
Le soglie come si definiscono?
Con una combinazione di: stato di fatto, normativa/linee guida, sensibilità della struttura e obiettivi operativi (es. stop lavori, ispezione, approfondimento).
Cosa rende un monitoraggio credibile (anche per stakeholder)?
Trasparenza su condizioni, metodi, limiti e soprattutto un reporting che collega dato → interpretazione → decisione.
Conclusione
Un monitoraggio efficace è un sistema decisionale, non un insieme di sensori. Se vuoi impostare un piano coerente con tempi e rischio, puoi contattarci: Contatti.
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