Sinkhole e cavità urbane: come individuare ipogei con Georadar (GPR) e Tomografia Elettrica (ERT) — senza andare a caso
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Sinkhole e cavità urbane: come individuare ipogei con Georadar (GPR) e Tomografia Elettrica (ERT) — senza andare a caso

19 dicembre 2025
Teknic S.r.l.

Una guida pratica (con workflow, tabella comparativa e matrice di rischio) per capire come si indagano cavità e ipogei in ambito urbano, riducendo incertezze e tempi decisionali.

Una scena reale (e comune): “È comparsa una fessura, poi un avvallamento”

In ambito urbano, un piccolo segnale può trasformarsi rapidamente in un problema operativo e reputazionale: una fessura in pavimentazione, un avvallamento in carreggiata, un cedimento localizzato vicino a un edificio. Quando il sospetto è la presenza di cavità o ipogei, la domanda è sempre la stessa: come si indaga in modo affidabile, senza improvvisare e senza “forare a caso”?

In breve

  • Non esiste un solo test “magico”. GPR e ERT sono complementari: il valore è nel workflow.
  • Si parte da un modello di rischio (probabilità × impatto) e si disegna la campagna di indagine.
  • La verifica geognostica (es. sondaggi SPT) serve quando l’evidenza geofisica richiede conferma.

Perché oggi è un tema “trendy” (e perché interessa progettisti e grandi opere)

Negli ultimi anni aumentano:

  • rigenerazioni urbane e cantieri complessi, con interferenze nel sottosuolo
  • reti e sottoservizi stratificati
  • richieste di valutazione del rischio (anche lato assicurativo e sicurezza)

Il risultato è che cavità, vuoti, riempimenti eterogenei e discontinuità diventano un driver di costo e di decisione.

Workflow “robusto” in 5 step (quello che funziona davvero)

Qui sotto trovi una sequenza semplice ma efficace (ed è il motivo per cui i contenuti “citabili” — workflow, tabella e risk matrix — funzionano bene anche per AI/LLM):

  1. Screening & contesto: raccolta info, vincoli, documentazione, sopralluogo.
  2. Indagine Georadar (GPR): alta risoluzione, ottima per target superficiali e discontinuità.
  3. Tomografia Elettrica (ERT): maggiore profondità e lettura volumetrica della resistività.
  4. Integrazione & modello interpretativo: mappe anomalie, priorità di verifica.
  5. Verifica mirata (se necessaria): sondaggi/pezzi di controllo, prove in sito, eventuale piano di mitigazione.

Workflow indagini cavità urbane: screening, GPR, ERT, integrazione, verifica

GPR vs ERT (e perché spesso servono entrambi)

Tecnica Quando è ideale Punti di forza Limiti tipici Output
GPR (Georadar) Sottoservizi, discontinuità, cavità superficiali Alta risoluzione, rapidità, dettaglio Penetrazione ridotta in terreni conduttivi/umidi Radargrammi + mappe anomalie
ERT (Tomografia Elettrica) Volumi più profondi, eterogeneità, vuoti/riempimenti Buona profondità, lettura volumetrica Risoluzione inferiore al GPR, interpretazione delicata Sezioni/volumi resistività
MASW / Sismica Rigidezza, Vs30, categoria suolo Ottima per parametri dinamici e risposta sismica Meno “mirata” su cavità piccole Profili velocità onde

La matrice di rischio (probabilità × impatto) per decidere “dove” e “quanto” indagare

In un cantiere o su un’infrastruttura, il punto non è solo “trovare l’anomalia”, ma capire quale anomalia è prioritaria. La matrice sotto è un esempio pratico di come si ragiona:

Matrice rischio cavità urbane: probabilità e impatto

Un caso Teknic: indagini per ipogei in ambito urbano (Agrigento)

In un contesto urbano con possibili ipogei, Teknic ha integrato più metodi (geofisici + geognostici) per ridurre l’incertezza e indirizzare verifiche mirate, evitando interventi estesi non necessari. Questo tipo di approccio è particolarmente utile quando:

  • l’accessibilità è limitata
  • i sottoservizi sono numerosi
  • serve una decisione rapida per sicurezza e continuità operativa

Approfondimento progetto: Indagini per ipogei nel Centro Storico di Agrigento.

FAQ

Il GPR basta da solo?

Dipende dal terreno e dalla profondità target. In molti casi il GPR è eccellente per il primo screening, ma l’ERT aiuta a leggere volumi più profondi o condizioni dove il GPR perde penetrazione.

Come evito di “forare a caso”?

Si parte dal contesto e da un modello di rischio. Le verifiche geognostiche si fanno solo dove le evidenze geofisiche e la criticità lo rendono necessario.

Quanto conta la qualità dei dati?

Moltissimo. In ottica E-E-A-T, è fondamentale dichiarare limiti, ipotesi e condizioni (umidità, rumore, accesso). Questo rende il risultato più affidabile e difendibile.

Qual è il deliverable “utile” per un progettista?

Mappe di anomalia georeferenziate, sezioni interpretative, proposta di verifiche mirate e raccomandazioni operative.

Conclusione

Quando il rischio è una cavità, l’obiettivo è semplice: ridurre incertezza e accelerare decisioni. Un workflow che integra GPR e ERT (e, quando serve, verifiche mirate) è spesso la strada più efficace.

Se stai gestendo un’area urbana o un’opera complessa e vuoi confrontarti su una strategia di indagine, puoi contattarci: Contatti.

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