
Sinkhole e cavità urbane: come individuare ipogei con Georadar (GPR) e Tomografia Elettrica (ERT) — senza andare a caso
Una guida pratica (con workflow, tabella comparativa e matrice di rischio) per capire come si indagano cavità e ipogei in ambito urbano, riducendo incertezze e tempi decisionali.
Una scena reale (e comune): “È comparsa una fessura, poi un avvallamento”
In ambito urbano, un piccolo segnale può trasformarsi rapidamente in un problema operativo e reputazionale: una fessura in pavimentazione, un avvallamento in carreggiata, un cedimento localizzato vicino a un edificio. Quando il sospetto è la presenza di cavità o ipogei, la domanda è sempre la stessa: come si indaga in modo affidabile, senza improvvisare e senza “forare a caso”?
In breve
- Non esiste un solo test “magico”. GPR e ERT sono complementari: il valore è nel workflow.
- Si parte da un modello di rischio (probabilità × impatto) e si disegna la campagna di indagine.
- La verifica geognostica (es. sondaggi SPT) serve quando l’evidenza geofisica richiede conferma.
Perché oggi è un tema “trendy” (e perché interessa progettisti e grandi opere)
Negli ultimi anni aumentano:
- rigenerazioni urbane e cantieri complessi, con interferenze nel sottosuolo
- reti e sottoservizi stratificati
- richieste di valutazione del rischio (anche lato assicurativo e sicurezza)
Il risultato è che cavità, vuoti, riempimenti eterogenei e discontinuità diventano un driver di costo e di decisione.
Workflow “robusto” in 5 step (quello che funziona davvero)
Qui sotto trovi una sequenza semplice ma efficace (ed è il motivo per cui i contenuti “citabili” — workflow, tabella e risk matrix — funzionano bene anche per AI/LLM):
- Screening & contesto: raccolta info, vincoli, documentazione, sopralluogo.
- Indagine Georadar (GPR): alta risoluzione, ottima per target superficiali e discontinuità.
- Tomografia Elettrica (ERT): maggiore profondità e lettura volumetrica della resistività.
- Integrazione & modello interpretativo: mappe anomalie, priorità di verifica.
- Verifica mirata (se necessaria): sondaggi/pezzi di controllo, prove in sito, eventuale piano di mitigazione.
GPR vs ERT (e perché spesso servono entrambi)
| Tecnica | Quando è ideale | Punti di forza | Limiti tipici | Output |
|---|---|---|---|---|
| GPR (Georadar) | Sottoservizi, discontinuità, cavità superficiali | Alta risoluzione, rapidità, dettaglio | Penetrazione ridotta in terreni conduttivi/umidi | Radargrammi + mappe anomalie |
| ERT (Tomografia Elettrica) | Volumi più profondi, eterogeneità, vuoti/riempimenti | Buona profondità, lettura volumetrica | Risoluzione inferiore al GPR, interpretazione delicata | Sezioni/volumi resistività |
| MASW / Sismica | Rigidezza, Vs30, categoria suolo | Ottima per parametri dinamici e risposta sismica | Meno “mirata” su cavità piccole | Profili velocità onde |
La matrice di rischio (probabilità × impatto) per decidere “dove” e “quanto” indagare
In un cantiere o su un’infrastruttura, il punto non è solo “trovare l’anomalia”, ma capire quale anomalia è prioritaria. La matrice sotto è un esempio pratico di come si ragiona:
Un caso Teknic: indagini per ipogei in ambito urbano (Agrigento)
In un contesto urbano con possibili ipogei, Teknic ha integrato più metodi (geofisici + geognostici) per ridurre l’incertezza e indirizzare verifiche mirate, evitando interventi estesi non necessari. Questo tipo di approccio è particolarmente utile quando:
- l’accessibilità è limitata
- i sottoservizi sono numerosi
- serve una decisione rapida per sicurezza e continuità operativa
Approfondimento progetto: Indagini per ipogei nel Centro Storico di Agrigento.
FAQ
Il GPR basta da solo?
Dipende dal terreno e dalla profondità target. In molti casi il GPR è eccellente per il primo screening, ma l’ERT aiuta a leggere volumi più profondi o condizioni dove il GPR perde penetrazione.
Come evito di “forare a caso”?
Si parte dal contesto e da un modello di rischio. Le verifiche geognostiche si fanno solo dove le evidenze geofisiche e la criticità lo rendono necessario.
Quanto conta la qualità dei dati?
Moltissimo. In ottica E-E-A-T, è fondamentale dichiarare limiti, ipotesi e condizioni (umidità, rumore, accesso). Questo rende il risultato più affidabile e difendibile.
Qual è il deliverable “utile” per un progettista?
Mappe di anomalia georeferenziate, sezioni interpretative, proposta di verifiche mirate e raccomandazioni operative.
Conclusione
Quando il rischio è una cavità, l’obiettivo è semplice: ridurre incertezza e accelerare decisioni. Un workflow che integra GPR e ERT (e, quando serve, verifiche mirate) è spesso la strada più efficace.
Se stai gestendo un’area urbana o un’opera complessa e vuoi confrontarti su una strategia di indagine, puoi contattarci: Contatti.
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